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Utente: torietoreri
Comunicare i propri interessi e le proprie idee in un luogo di scambio che non sia banale, ma ricerchi il vero e il bello. Quelli che vogliono interrelazionarsi con il "blogger" e tra loro possono utilizzare "Tori e toreri" (il mondo è un'arena, che diventi un prato di verità e di bellezza).

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giovedì, 19 novembre 2009

 

La "Giornata della Bellezza"

Grazie a tutti, amici, per la significativa adesione alla mia proposta; grazie a Perlasmarrita e a Dodo abbiamo anche il banner, che vi invito a pubblicare sul vostro blog. Grazie, naturalmente, anche a chi manifesta perplessità: l'importante è che si smuova una riflessione su un tema comune, che unisce e affratella le persone: la ricerca del "bello" in tutte le sue manifestazioni, come espressione del "profondo" dell'uomo: una ricerca totalmente contrapposta al narcisismo, all'esibizionismo, alla pubblicizzazione commerciale cui oggi i media tanto ci abituano.

L'appuntamento è, lo ricordo ancora, per sabato 28 novembre: in quella data siamo invitati a pubblicare sui nostri blog un nostro "esempio" di bellezza, traendolo dalla nostra vita comune come  dall'arte o dalla natura: "esempio" famoso oppure scoperto solo da noi, anche in contesti apparentemente banali.

Vi invito, naturalmente, con i mezzi che avete a disposizione, a diffondere ancor di più la "Giornata della Bellezza", con un tam-tam che allarghi quanto più possibile la nostra stretta cerchia di blogger. Grazie ancora!

 

postato da: torietoreri alle ore 08:55 | link | commenti (6)
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sabato, 14 novembre 2009

La Giornata della “Bellezza”

 

Da tempo mi arrovellavo sul lancio della Giornata annuale che caratterizza il mio blog. Come ricorderete, il sabato precedente la prima domenica di Avvento (che quest’anno cade il 28 novembre) indìco fra i blog amici una giornata di riflessione su un tema che possa accomunare tutti, di fedi, opinioni, condizioni diverse.

Il mio amico Simone (alias mulongo, il moralista) mi ha illuminato con il suo ultimo post.

Cosa manca fondamentalmente all’uomo di oggi per un “salto di qualità” che lo faccia emergere dal fango da cui è sommerso? Il valore della “bellezza”: bellezza che non è soltanto un parametro estetico, ma ciò che fa gustare all’uomo la vita.

Bellezza si può trovare nella preghiera come nella natura, in un’opera artistica pittorica come in un brano musicale. Bellezza di diverso ordine, dalla potenza di una Nona di Beethoven alla delicatezza di un fiorellino di campo. Bellezza nell’azione di una persona che crede in quello che dice e che fa, che lotta per la giustizia, come in una donna che danza, o in un bambino che gioca.

Vorrei che per quel giorno (ripeto: sabato 28 novembre) ci preparassimo ad offrire, nel nostro blog, il nostro personale “esempio” di bellezza: postando un quadro, o un brano musicale, o una foto che colga un attimo significativo della bellezza delle persone o del mondo che ci circonda, oppure tutto quello che riteniamo possa essere considerato “bello”, e non necessariamente famoso. Questa non vuole essere una alienazione dalle brutture del mondo, ma una spinta ad educarci a guardare attorno a noi per ricercarvi le cose belle, anche nascoste, e ad accrescerle in noi e negli altri.

Si accettano suggerimenti, proposte, adesioni; e soprattutto un tam-tam per i blog conosciuti per estendere questa iniziativa.

 

 

postato da: torietoreri alle ore 11:09 | link | commenti (39)
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sabato, 07 novembre 2009

La parete vuota

Sono stato più volte sollecitato dai vari post dei miei amici a prendere posizione sulla questione dei crocifissi. E affido a queste poche righe le mie considerazioni.

Anzitutto, la questione della laicità: laicità è cancellare ogni forma di “storia” oppure integrarla nel più variegato contesto culturale, in modo che diventi una ricchezza condivisa?

E’ spopolare e poi imbiancare le pareti, in modo che non presentino tracce visibili, o popolarle di suggestioni e anche, se vogliamo,  di provocazioni; in questo caso fornendo a tutti gli elementi informativi e culturali per valutarle correttamente?

Per questo ci vorrebbe un altro contesto: quello della “scuola vera”, ove gli elementi storici si fondino con le afferenze contestuali della cronaca.

Entrando nel merito, ho già una volta espresso un parere sulla permanenza del crocifisso nelle aule scolastiche: se esso, come affermano alcune forze politiche intolleranti e razziste, dev’essere un elemento di discriminazione culturale (noi cristiani, gli altri pagani; noi occidentali e civili, gli altri barbari), non ci sarebbe bisogno di toglierlo: Gesù Cristo stesso, se non è sceso dalla croce al momento del suo supplizio, scenderebbe ora, andando ad abbracciare il “diverso”.

Se invece viene considerato, oltre che un fondamentale elemento di caratterizzazione di un percorso storico della nostra civiltà, un simbolo di apertura universale (le braccia aperte la dicono lunga!) esso viene ad essere permanentemente un richiamo alla fratellanza universale.

Quei poveretti che credono di essere paladini della laicità soltanto perché invocano la parete vuota, non sanno che su questa parete potrebbero trovare posto i simboli più beceri del consumismo e del razzismo.

postato da: torietoreri alle ore 18:17 | link | commenti (6)
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lunedì, 02 novembre 2009

Da dove ricominciare

Mi sono chiesto spesso, in queste scorse settimane, da dove ricominciare. Nella vita personale, familiare, lavorativa, sociale, politica, il vissuto esige “far nuove tutte le cose” (cfr. Apocalisse).

Mi è venuto sotto gli occhi, in una libreria cattolica, l’ultimo lavoro di Enzo Bianchi, Priore di Bose: “Perché pregare, come pregare”: e fin dalle prime pagine ho capito che bisogna ri-cominciare dalla preghiera. Una preghiera autentica, che nasce, si nutre e si conclude con l’ascolto dell’Altro.

Per me cristiano l’Altro è il Dio di Gesù Cristo, rivelato dalla Scrittura; per il mio fratello credente di altre religioni è il suo Dio. Per il fratello non credente nella trascendenza, è la sua retta coscienza, è  l’umanità, è l’uomo che bussa alla sua porta.

Un’altra “suggestione” per me in questo momento è la parola “misericordia”: è quella che più usa Maria nel suo “Magnificat” quando descrive le caratteristiche di un Dio che non si fa scudo del suo potere, ma che si ritrova embrione indifeso nella pancia di una donna che va a visitarne un’altra nella sua stessa condizione. “Cuore per il  misero” è ciò che fa di Dio il vero Dio, e dell’uomo il vero uomo.

Fratelli cristiani, fratelli religiosi, fratelli non credenti, “preghiamo” insieme perché le tentazioni di competizione, di conflitto, di superiorità non alberghino più nei nostri cuori.

Le idee per cui lottiamo e per cui amiamo noi stessi, la nostra famiglia, la nostra città, la nostra patria, il mondo intero non possono venire che da questa comune volontà; le nostre denunzie forti, profetiche, coraggiose contro l’oppressione, l’ingiustizia, la prevaricazione che vediamo tutti i giorni attorno a noi partano da questa “preghiera” e non da rancori o livori “ad personam”.

La preghiera: quella del bambino, della madre, del lavoratore: quella, anche, di un povero (nel senso più cristiano del termine) vecchio prete (il cardinal Martini), che ha la forza morale di trovare la prima pagina di un giornale “laico” come “la Repubblica” pronta ad accoglierla, come espressione più profonda della “richiesta di senso" dell'uomo(v. Repubblica, 31.10.2009).

postato da: torietoreri alle ore 00:12 | link | commenti
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sabato, 24 ottobre 2009

 

Beato....

In un mondo che grida "sporcaccione, fango, debosciato" all'avversario che diventa definitivamente nemico, cercando di vedervi solo il male, la Chiesa che proclama un uomo "beato" dà un attimo di respiro che interrompe l'asfissia della palude del male, delle sabbie mobili della menzogna e del sotterfugio.

Se "beato" è poi un uomo come don Gnocchi, un amico degli uomini, soprattutto dei piccoli, che non si è mai tirato indietro nel contatto col male e col peccato, ma se ne è sporcato a tal punto da immedesimarsi  con la passione e la redenzione di Cristo, è un ulteriore motivo di festa.

Fermiamoci un attimo, vi prego, assediati come siamo da delitti, menzogne e calunnie, a contemplare questa "beatificazione" che mi permetto di dire riguarda più noi che don Gnocchi, già "santo" al cospetto di Dio durante tutta la sua vita.

E le cornee che egli ha donato alla sua morte a due ciechi ci aiutino ad aprire gli occhi, guardando "oltre" il male e il peccato, oltre le menzogne e le calunnie, oltre questo povero fango da cui è impastato l'uomo, convincendoci che siamo già oggi chiamati ad un definitivo riscatto. 

 

postato da: torietoreri alle ore 19:36 | link | commenti (3)
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domenica, 18 ottobre 2009

 

Le altre cose...

Continuo...

6. E' mia pessima abitudine rastrellare e spiluccare dal pane e dalla tovaglia della tavola tutto il cimino (sesamo, per i non palermitani), rimproverato sempre dai miei familiari.

7. E' mia abitudine iniziare ad attaccare un piatto dalla parte che meno mi piace (esempio, mangio prima di tutto il bordo della pizza), per poi riservarmi la parte più buona all'ultimo: così, riesco a finirlo tutto, senza lasciare neanche una molecola di cibo.

8. Nonostante abbia, da adulto, qualche difetto visivo (presbiopia e lieve miopia), non mi sono mai abituato a portare con regolarità gli occhiali, che giacciono sempre nel fondo della borsa da lavoro.

9. Sono (da quello che ho detto) una buona forchetta, nonchè cucchiaio e coltello.

10. Intendo lanciare nel web il gioco delle "piccole manie in comune": chi si ritrova in una o più delle suddette affermazioni può fondare con me un apposito club (es. dei mangiatori di cimino). 

P.S.: Salvo, non volermene...

postato da: torietoreri alle ore 21:52 | link | commenti (2)
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sabato, 17 ottobre 2009

Le dieci cose...

Sono lento e pigro, comincio (soltanto comincio) ad enumerare le dieci cose richiestemi dal mio amico Salvo:

1. La canzone che canticchio più spesso da solo è "Lo straniero" di G. Moustaki (non c'entrano le recenti leggi del governo). Mi è sempre piaciuta per la musica orecchiabile e per il contenuto poetico.

2. Il film che riconrdo con più piacere è "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola (con Manfredi, S. Sandrelli, Gassman, Fabrizi, S. Satta Flores); è la trasformazione  di un gruppo di partigiani in uomini di tutti i giorni (almeno si prendeva coscienza dell'imborghesimento della vita di tutti i giorni).

3: La cosa che mi fa più rivoltare lo stomaco è la più recente esternazione di Berlusconi, che regolarmente supera in potere di disgusto la penultima. 

4. Le persone più "negative" sono per me i "più papisti del papa": gli ipocriti, gli intransigenti, quelli che dicono di essere sempre sicuri di qualcosa.

5. Tre punti in testa furono il mio primo intervento chirurgico subito: lacerazione del cuoio capelluto per inseguire mio cugino attorno alla sua casa di campagna (avevo circa dieci anni).

gli altri al prossimo post...

 

postato da: torietoreri alle ore 18:02 | link | commenti
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mercoledì, 23 settembre 2009

 

Una "striscia" di mare

Una "striscia" di mare di Fred Bongusto

Una "striscia" di mare
due gocce di luna
la vita e' lontana da noi
i tuoi fianchi di seta
offerti alla luna
mi baci e mi dici di no.
 
Un bacio (di addio) a Diego e poi un NO colossale da parte della città di Palermo!

                            

 

 

postato da: torietoreri alle ore 18:40 | link | commenti (2)
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mercoledì, 02 settembre 2009

 

Ripresa…  si fa per dire

 

Se ripresa dev’essere facendo i conti con le questioni che in questi giorni hanno vasto campo sui giornali, mi verrebbe di non uscire dagli spogliatoi. Ma tant’è…

Rimettiamoci dunque a commentare , come viene fuori dai blog più amici, le più recenti questioni Giornale-Boffo-CEI-Vaticano-lettere al Giornale-sedicenti cattolici-Lega … 

Mi sembra opportuno riportare la questione alle radici: forse si potrebbe in poche parole riassumerla così: è fallita  negli ultimi decenni l’azione educativa della Chiesa, non nelle sue manifestazioni eclatanti, quanto nei microcosmi delle parrocchie, delle associazioni, dei gruppi ecclesiali.

Quando Bossi tuona che il partito più vicino al cristianesimo è la Lega; quando le lettere che piovono al Giornale (v. blog di Salvo Toscano) pretendono di insegnare al Papa e ai vescovi come porsi di fronte a  problemi etici di portata complessa, incitando Feltri a proseguire la sua sporca azione infamatrice; quando la lettura del Vangelo della domenica diventa marginale rispetto alle elucubrazioni del singolo Vescovo;  quando Calderoli riceve da una sedicente associazione cattolica il premio “Giovanni Paolo II”; allora si deve concludere che la Parola non viene portata al centro della vita cristiana, e con la Parola le doverose mediazioni che dovrebbero spingerla a tradurla nella vita di tutti i giorni. Non solo nei palazzi della Politica pieni  di giochi di potere, ma nei fatti concreti che sono la salvaguardia della vita, di tutte le vite; della dignità della persona, di tutte le persone; del lavoro e dell’alloggio e dell’istruzione, e della possibilità di andarli a cercare e di trovarli.

E che cosa, se non l’impegno educativo (l’emergenza educativa, come direbbe il Papa) fallisce quando si va avanti per slogan, per spot, per sondaggi, per audience? Quando non si esita a sbattersi in faccia le altrui (vere o presunte o inventate) mancanze, piuttosto che sperimentare se non la  misericordia almeno la solidarietà, la comprensione e la condivisione? Oppure queste ultime sono ormai ridotte al numero 48548 (o giù di lì) con cui dal telefonino possiamo mandare asetticamente 1 euro all’ospedale dell’Eritrea, quando lasciamo morire quelli che da lì cercano di venire per trovare da noi asilo e invece muoiono in alto mare?

La Chiesa, per suo conto, dovrebbe avere il coraggio di riproporre una ri-evangelizzazione capillare, che butti all’aria le velleità di prevaricazione, di privilegio, di compromesso. Riferendosi a Cristo, dovrebbe proclamare, tutto e senza sconti, il Vangelo. E allora i cattolici (io per primo) dovrebbero dire; non sono ancora pienamente tale, non posso giudicare, i pubblicani e le prostitute mi precedono, gli omosessuali sono persone come le altre, i clandestini sono nostri fratelli.

Se continueremo a lavarci le mani fino al gomito e a pulire le stoviglie per non contaminarci della lordura  dei nostri fratelli, il fango continuerà  ad uscire incontrollato da dentro di noi.

postato da: torietoreri alle ore 18:49 | link | commenti (1)
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giovedì, 09 luglio 2009

 

Un racconto "gotico"

E' appena uscito il primo libro di mio figlio Emanuele: "La lettera maledetta", un racconto "gotico" la cui presentazione si svolgerà venerdì 17 luglio prossimo alle ore 18,30 presso il Parco letterario "Tomasi di Lampedusa (dietro Piazza Marina) a Palermo. Siete tutti inviatati all'evento (e al successivo aperitivo).

Un racconto immaginifico e "intrigante", ambientato a.... che parla di .... Vi piacerebbe saperlo? e allora venite in massa, e soprattutto acquistate il librro (con una b e due erre come brrivido, ma non è un thrriller!) 

 

A presto!

Per saperne di più:

- per chi è iscritto a facebook:

http://www.facebook.com/event.php?eid=133169921208&ref=nf

- per tutti:

www.lazisa.it

postato da: torietoreri alle ore 23:12 | link | commenti (6)
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